lunedì 28 novembre 2016

Nonno Piero, capitolo 13

Manca meno di un mese al Natale.Quest'altr'anno. La ditta di Mimmo Quirico sta riducendo il personale, da quano ha preso piede questa faccenda delle vendite online. Mimmo è sul filo del rasoio, più affilato del rasoio che usa per radersi tutto, testa e faccia, la mattina. Mimmo Quirico in bagno a radersi , Nonno Piero su Radio 3 che ascolta la Radetzky March. Due uomini due mondi. Mimmo è nervoso e fuma mentre si rade. Dice a Nonno Piero di abbassare quella cazzo di radio con quella lagna che lo disturba. Nonno Piero la spegne. Non vuole polemiche ed ha un'età in cui ha capito che si puo' sacrificare il proprio ego per il bene comune. Mimmo invece associa questo concetto al bene del Comune, inteso come UFFICI AMMINISTRATIVI= NULLAFACENTI E PARASSITI. Gino e Azalea si preparano ad andare a scuola. Gino non fuma più da quando si è fidanzato. Alla sua ragazza non piace il fumo, nè l'odore del fumo, ne', evidentemente il sapore del fumo. Azalea sta affrontando i Sumeri in storia. Ha scoperto le classi sociali. Esistevano sin dal tempo dei Sumeri, pensava di questo Nonno Piero mentre in silenzio eseguiva il suo stretching. L'uomo è andato nello spazio, sceso sulla luna e non è stato capace di abolire le classi sociali. O peggio lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Parlando fra sè e sè mentre sua figlia Piera faceva il caffè , pensando ad alta voce, diceva:" se dessero a tutti lo stretto indispensabile per vivere finirebbe questa storia di uomini che dipendono da altri uomini, il prestigio di chi detiene il potere cesserebbe. Meglio tenere la ciurma dei cani appena a pane e acqua, di modo che abbiano sempre bisogno del padrone".
Piera che stava preparando la colazione imburrando pane a manetta per i figli e per Mimmo che amava fare una colazione abbondante. Così come pure un pranzo abbondante e una cena pantagruelica-perchè diceva che mangiare bene metteva forza , dava forza e teneva desti anche gli appetiti sessuali-ascoltando il padre disse." hai ragione , papà, ma vedi anche a dare lo stretto indispensabile a tutti, ci sarebbe chi non si accontenta, chi vorrebbe di più e chi vorrebbe stare al posto di chi ha il superfluo in sovrappiù...è l'egoismo umano".
"Cara figlia, tu mi insegni che la mente si puo' e si deve dirigere. Si puo' e si deve educare. Si puo' e si deve allenare alla felicità".
Piera non disse niente, era intenta a preparare pane burro e marmellata e caffellatte, ai suoi figli e a suo marito, che ripeteva ad alta voce che il cibo abbondante metteva energia e teneva desti gli appetiti sessuali, ma visto che di questi ultimi non ne aveva traccia , delle due l'una o il marito li stava esercitando con altre oppure trascurava di pensare al fatto che dopo i quaranta fra colesterolo, glicemia, e mancanza di attività fisica quelli del marito fossero solo sogni ad occhi aperti. E se si fosse aggiunto il fatto che fumava, beh, l'affermazione che mangiare a profluvio producesse maggiori energie finanche sessuali, poteva apparire del tutto cinematografica. Il marito si stava facendo un film e come tutti i film che non fossero documentari ma fiction presentavano lo sgradevole aspetto che fossero storie vere solo sul grande o piccolo schermo e che con la realtà c'entrassero come il salmoni con le orzate o con le mente...e cioè un cazzo di niente.

Mancando poco al Natale, come detto a inizio capitolo, l'incombenza di albero e presepe venivano lasciate a Nonno Piero. Nonno Piero prendeva la cosa con estrema serietà, pensando di fare cosa gradita soprattutto ai suoi nipoti. In fondo un Natale senza alberi o presepi che Natale sarebbe stato? Anche se dentro di sè aveva la netta impressione che a Gino e Azalea non importasse più di tanto e che albero e presepe avrebbero avuto un significato più attraverso una loro assenza che per la loro scontata presenza. Ma non si sogno' minimamente di lasciarsi andare ad uno scherzo del genere pedagogico o meno che lo considerasse .
Ando' nello sgabuzzo e recupero' della carta verde militare un po' gualcita che avrebbe utilizzato in compartecipazione con del muschio per fare delle colline a valle delle quali poi ci avrebbe messo una capanna con tanto si statuine di famiglia di Gesù , Re Magi... e Mago Magù...penso' sarcasticamente dentro di sè.

Ci mise un pomeriggio ma il presepe per sera era pronto. Con qualche modifica. I pupazzetti della fauna umana e animale che popolavano il presepe erano stati tutti dipinti di nero, le faccine ripassate con un pennarello nero e persino il bambin Gesù, messo nella culla prima del tempo e prima dell'opportuna processione in casa stanza per stanza con fiammelle e candeline, era diventato un negretto. Voleva vedere se se ne sarebbero accorti, i suoi nipoti. Sua figlia e Mimmo di sicuro non se ne sarebbero accorti dando per scontato che quell'ombra di carta e muschio fosse lo stesso  stanco banale e tradizionale presepe di tutti gli anni. 

A sera le lucine a intermittenza mostravano questa panoplia sparsa di pupazzetti che rappresentavano pastori, magi, falegnami, cristi e madonne, nonchè pecore, ciucci,vacche , capre, caprette , cani, gatti e altro, tutte annerite in viso. Azalea e Gino si stavano soffermando ad osservare il presepio. Azalea sorrideva e anche Gino cominciava a sogghignare. 
-Nonno, li hai fatti tutti neri!, disse Azalea.
-Vero, Nonno, è un presepe di negri.
Nonno Piero sorrise loro.
-Beh le vicende si svolgono in Africa e da che mondo e mondo lì sono tutti neri.
Azalea e Gino sembrarono riflettere.
Anche Piera resto' un po interdetta, ma poi sorrise pensando all'ennesima boutade dei suo padre.
Più tardi entro' in casa Mimmo. Era nervoso, fumava.
-Rischio di perdere il mio lavoro, Piera, urlo'.
-Stai calmo, Mimmo, non è ancora successo.
-Fino ad ora no, ma con tutti 'sti negri che accogliamo come pascià , vedrai che prima o poi accade.
Dette un'occhiata di sfuggita al presepe e si diresse in sala per accendere la Tv. Poi all'improvviso, come folgorato,torno' indietro.Monitoro' tutti gli abitanti del presepe. Si avvicino' con il suo faccione e poi proruppe senza mezzi termini.-porca puttana, è un presepe di negri o la muffa dello sgabuzzo  li ha fatti diventare tutti neri.?
Nonno Piero rideva interiormente e disse con la massima serietà-boh, erano già tutti così. E io non ci ho fatto certo caso, i pupazzi per me sono tutti uguali.
Mimmo si rabbuio' in viso. Ma quand'è che muore 'sto vecchio comunista del cazzo. Nonno Piero era stato partigiano, aveva partecipato alle lotte operaie ma non era mai stato comunista. Ne' comunque aveva mai avuto niente contro i comunisti, questo c'era da dirlo. E sentiva dentro di sè la risibilità del dover parlare e pensare secondo categorie di un secolo che non c'era più. La gente non leggeva, non si informava, non studiava, non era curiosa di conoscere la propria storia....si lasciava vivere. Dire che tutto cio' che rappresentava un ausilio o un soccorso a categorie umane che erano in difficoltà significasse essere comunisti era una semplificazione che veniva da vent'anni di Berlusconismo. Berlusconi, pensava Nonno Piero era un uomo che ragionava con categorie "bancobar-ottocentesche". Lui aveva fatto i soldi e i comunisti glieli volevano togliere, secondo lui per se stessi, neanche per distribuirli al popolo. 
-Inaudito, in casa mia un presepio di negri, ma dove andremo a finire di questo passo, urlo' Mimmo Quirico.
-Papà ma Gesù nacque in Palestina e lì sono tutti neri, disse Gino.
-Scommetto che queste idiozie te le ha dette il nonno, vero? Quello è un comunista, vi mette in testa cose false. Figuriamoci, Gesù mo' era negro, va a finire. Il figlio di Dio non poteva essere negro, ovunque sia andato a nascere, perchè Dio è bianco. Dì un po', Gino, avete mai visto in chiesa un Dio negro?
Gino stette un po' li a pensare e poi disse-no, papà, è vero!
-E' vero, disse di rimando Azalea, anche Gesù in croce è sempre bianco.
Mimmo sorrise trionfante. E adesso come glielo avrebbe spiegato ai suoi nipoti che lui aveva torto e che Gesù non era un bianco?
-Ma i dipinti che ci sono in chiesa non sono foto. I dipinti sono stati fatti da pittori bianchi che non erano mai nemmeno stati in Africa.
-E te cosa cazzo ne sai! disse a quel punto Mimmo.
-Forse hai ragione...disse Nonno Piero.
-In che senso, disse Mimmo.
-Che a volte si puo' essere in Africa anche senza che uno se ne accorga.
-Perchè i pittori erano in Africa senza che se ne accorgevano?
-Beh, quando avremo un Papa nero magari avremo qualche dipinto che raffigura neri. Fino ad ora i papi sono tutti stati bianchi, cosa vuoi che facessero dipingere Cristo nero?Disse Nonno Piero spazientito.
-A me i neri non piacciono, ci stanno portando via il lavoro, posso?
-Il lavoro lo stai perdendo perchè la gente ora preferisce comprare online, così i tuoi padroni, TUTTI BIANCHI, risparmiano sul costo del lavoro, disse Piero Cavaliere.
A quel punto Mimmo abbozzo'. Nonno Piero sembrava essere un osso troppo duro. E a lui faceva male la testa, era stanco, mica come quel vecchio che non faceva nulla dalla mattina alla sera! E lui, Mimmo, doveva lavorare per pagargli la pensione! 
-Porca puttana, esco, va, che è meglio, vado al Bar a vedermi l'Inter.
-Cos'è, hai deciso di farti ulteriormente del male?, disse Nonno Piero.
-Perchè?
-Beh, per l'Inter. 
Ultimamente la squadra nerazzurra aveva inanellato una serie di risultati negativi e la cosa non era sfuggita a Nonno Piero.
-Adesso ti sei messo a seguire il calcio?
-Beh, Mimmo, siamo in Italia, anche se non vuoi seguire il calcio tutto è fatto in modo che alla fine il calcio segua te.
Mimmo divenne paonazzo in viso. Uscì sbattendo la porta. Piera sorrise. I bambini andarono rispettivamente, Gino, a giocare alla play , e Azalea a leggersi "Diario di una schiappa". Adorava quel  libro. E anche Nonno Piero lo adorava. Glielo aveva regalato lui. Ma c'era ancora molto da lavorare. Perchè Gino stava giocando a Fronthome, un gioco alla Play Station  in cui dei partigiani statunitensi fronteggiavano invasori dell'Afghanistan.