lunedì 7 dicembre 2015

Nonno Piero, capitolo 2

Da Baggio con il bus mi dirigo verso il centro. Non ho idea di dove stia andando. Ma come ha detto una volta uno scrittore di viaggi che mi piaceva, se non sai dove stai andando almeno non puoi perderti. Mi manca mia moglie. Mia moglie era una professoressa di ginnastica. Una di quelle brave. Conosceva milleottocento esercizi di stretching. Me ne ricordo alcuni, che mi ha insegnato. Ogni mattina ne faccio alcuni. Poi respiro a pieni polmoni. Mentre Gino, mio nipote, fuma a pieni polmoni. Imita il padre. "Il brachicefalo". Una volta ho letto su un libro che le persone che fumano sono piu' loquaci, fantasiose, intelligenti. Evidentemente chi ha fatto questa indagine non conosceva mio genero. Oppure lui e' cosi brachicefalo che resta imbecille persino se fuma. Sono in piedi nell'autobus e un ragazzo straniero, un arabo si alza per farmi sedere. Non ancora, dico, non ancora, anche se c'ho novant'anni non ho ancora smesso di stare in piedi. Sono una metafora vivente, capisci. Mi ha guardato come un pazzo. Comunque grazie, gli ho detto. Ha sorriso. Poi ha fatto il segno dell'indice che si infila nella tempia girando su se stesso. Dicevo che mi manca mia moglie. Si chiamava Gabriella ed era milanese. Una di quelle milanesi nata nelle case di ringhiera quando erano arrivati i primi meridionali a viverci. Lei era amica di tutti. Si scambiava con i vicini pietanze e spezie, sul ballatoio. 
Davanti a me ci sono delle ragazze che smanettano su quei dannati cosi. Smartphone, si chiamano. Ce li hanno anche i miei nipoti. E una volta che eravamo andati all'Ikea loro li hanno usati per fotografare i nomi dei mobili. Io invece li ho scritti per bene su un foglietto di carta con una matita. Loro ridevano. Anche mia figlia e Mimmo ridevano. Mi prendevano in giro. Che cosa avesse da prendermi in giro Mimmo non lo capisco. Lui lo smartphone ce l'ha solo per fare le scommesse sportive. Una volta eravamo in via Turati. Ero con lui in macchina. E io dissi, se ci fossero ancora uomini cosi, come Turati, l'Italia potrebbe giocare ancora la sua partita persino in Europa. Non l'avessi mai detto. E dove giocava questo Turati? A Conte serve un attaccante giovane, non questi anziani terroni come lui che fa giocare...questo Pelle' ...ma cos'e' la caricatura di Pele'? E rideva a crepapelle.Anzi a crepapelle'. Ha lo smartphone , ha internet, bastava che cercasse quel nome, Turati, su internet. Lo so pure io che c'e' su internet. Comunque , tornando ai nipoti e all'Ikea, poi quando siamo andati a ritirare i prodotti, le foto che avevano fatto avevano tagliato i codici dei prodotti. Per cui si correva il rischio di prenderne di altri colori. Meno male che io avevo scritto tutto con precisione. Mi hanno guardato con fastidio. Come se li avessi umiliati. Mimmo e Piera. I miei nipoti invece sono rimasti seri. Almeno conservano il senso della vergogna. E io resto con loro perche' li voglio salvare. Da questo mondo. E dai loro genitori.
Mia moglie , buonanima, mi ha trasmesso l'abitudine alla lettura. Ed e' questo che mi ha tenuto in vita. L'interesse e la curiosita' che derivano della lettura. Vorrei che i miei nipoti leggessero. Ma non leggono. Vorrei che ascoltassero i miei racconti. Non c' era niente di piu' bello, ai miei tempi , di quando ci si riuniva ad ascoltare i racconti degli anziani. Erano piu' belli dei film , erano meglio dei libri. Pagine di vita vissuta. Invece tutte le volte che racconto la mia vita i miei nipoti non hanno mai tempo per starmi a sentire. Di quando nel  1945, a quasi vent'anni, me ne andai in montagna a combattere con i partigiani. Faceva freddo e avevamo fame. Ma il freddo e la fame non erano niente di fronte al desiderio della liberta'. Non ci vendemmo mai. Sarebbe bastato che avessimo  leccato  un po' di culi giusti, culi con camice nere, che fossimo diventati culi e camicie nere, che avremmo avuto vita facile, vitto e alloggi a volonta'. Al sud al massimo hanno assaggiato un po' di olio di ricino. Ma dalle nostre parti, a Milano, non si scherzava. Ti prendevano di notte e ti cementavano in un pilastro.E la tua famiglia non aveva piu' notizie. E questo perche' volevamo un salario decente. Ma i fascisti difendevano i padroni. Erano i loro sgherri. Sono stati sempre cosi, la maggior parte degli italiani. Noi che ce ne andammo in montagna sembravamo di un altro paese. Loro dicevano che eravamo russi. Ma noi eravamo italiani. Amavamo il nostro paese. La nostra terra. Invece c'erano italiani che pur di restare in sella vendevano ai tedeschi i propri fratelli, le madri e i figli. Queste sono le storie di Nonno Piero, dico ai miei nipoti. Fa niente che quelli che abbiamo combattuto sono ancora tutti li, e anche i loro figli e nipoti. Io sono ancora qui. Sono la mandragola che avvelena il quieto vivere di questi figlidipapa'. "Va bene, Nonno Piero, adesso pero' comincia il Grande Fratello. E voglio vedere cose e' successo ieri nella casa", dicono sempre Gino e Azalea. Poi entra Mimmo tutto stanco dal lavoro e chiede:" che ha fatto l'Inter? ".Mia figlia e' in cucina e prepara da mangiare. Sofficini surgelati. 

Nessun commento:

Posta un commento