E' Natale e a casa Quirico si preparano tutti per vivere al meglio questa festa. Quirico è il cognome di Mimmo, il genero di Nonno Piero. Mimmo si sta facendo la barba , in questo momento e il bagno è occupato da piu' di un'ora, mettiamo che Nonno Piero avesse l'esigenza di orinare, beh, dovrebbe uscire di casa e andarsene al parco, perchè Mimmo quando occupa il bagno non permette a nessuno di entrarci , neanche per brevi interruzioni. Oltre alla barba , Mimmo, si rasa il cranio, cosa a cui tiene particolarmente e che lo fa sentire virile. Come pure lo fa sentire virile fumare. Fumare sigarette, che quelli che si fanno le canne non sono altro che comunisti di merda smidollati che fanno le prove generali prima di passare alle pere. Per fortuna Nonno Piero gode di ottima salute e non soffre di alcun tipo di incontinenza, men che meno verbale. E' uomo di poche parole. Anni addietro parlava di più, ma negli ultimi anni non sprecava più il fiato, anche perchè in famiglia non lo stavano a sentire. Quando accennava a qualche racconto si giravano tutti dall'altra parte e mettevano sulla Tv. Magalli, Vespa, Barbara D'urso, qualsiasi cosa sembrava essere meglio dei racconti di vita vissuta di Nonno Piero...
Poiche' tutti avevano da fare, chi doveva andare a scuola, Piera, Azalea , Gino, chi al lavoro, Mimmo, Nonno Piero era stato precettato per fare l'albero e il presepe, percheè, aveva detto suo genero, che cazzo di Natale è se non si fa almeno un albero di Natale e un presepio. Cosi Nonno Piero aveva preso un albero dal fioraio, un tizio di Barletta che vendeva fiori e piante all'angolo della strada vicino all'Esselunga di Baggio, in nero, da anni. Quando Nonno Piero era andato a comprare l'albero, Pino, il barlettano, da trent'anni a Milano, si era lamentato di questi extracomunitari di merda che non pagano le tasse e che gli avevano rigato la Bmw "nuova di zenga". Aveva detto proprio cosi, Pino, "nuova di zenga", perche' comunque era noto ormai a tutti da tempo che andare a scuola contribuiva solo a ingrassare le fila dei disoccupati cronici depressi e che lavorare, specie in nero, era meglio di qualsiasi altra cosa, per fare i soldi e farsi curare gratis negli ospedali pubblici risultando nullatenenti.
Non importava se la Bmw gliel'aveva rigata Nonno Piero e non un extracomunitario di merda, ne' se gli extracomunitari , o almeno alcuni di loro, pagassero le tasse per mantenere prestazioni ospedaliere di uno che non pagava le tasse vendendo fiori e piante a nero, questo paese, pensava Nonno Piero, andava avanti per luoghi comuni. Lui era andato in montagna a fare il partigiano, aveva fatto le lotte operaie in fonderia, per conquistare i diritti e adesso agli operai non importava più niente, dei loro diritti:avrebbero lavorato a cottimo 24 ore, pur di comprarsi la Bmw. E questo aveva insegnato a Nonno Piero una grande verità , e cioè che se chi lotta non ha gli strumenti culturali e del pensiero e se non li difende a spada tratta, corre il rischio di essere risucchiato nell'orda del parco buoi dei clienti della societa' del consumo, dove l'unica cosa rimasta a procurarti piacere è comprare, non importa cosa, qualsiasi cosa ti faccia sentire bene. Che poi si tratta di un sentirsi bene che dura pochi secondi e che scema in una specie di cupio dissolvi masturbatorio, una volta che hai capito che non hai i soldi per metterci la benzina, nella Bmw.
E cosi Nonno Piero aveva comprato l'albero, aveva comprato le decorazioni, aveva comprato l'illuminazione e poi era andato al parco e aveva raccolto del muschio da alcuni alberi, sul versante nord degli stessi, come gli aveva spiegato un giorno, la sua mai abbastanza compianta, Gabriella. Gabriella, dove sei, pensava Nonno Piero, mi hai lasciato solo a vivere in un mondo dove mi sento un marziano.
Con il muschio aveva fatto la base per il presepe. Aveva comprato tutto a credito, perchè i soldi della sua pensione lui li consegnava tutti alla famiglia . Per cui quando glieli chiese a Mimmo, suo genero lo aveva guardato come avrebbe guardato uno zingaro storpio che chiede l'elemosina al semaforo, vale a dire con una improbabile rabbia nata dalla consapevolezza che qualcuno ti stia chiedendo qualcosa con l'inganno di una finta menomazione. Fatteli dare da tua figlia, aveva risposto Mimmo.
Intanto l'albero di Natale spiccava nella sala da pranzo, ben agghindato, con le lucette intermittenti, che di notte contribuiva all'effetto frecce d'auto se si osservavano le finestre del condominio, da fuori, da giù per strada, perchè tutte le famiglie del palazzo ne avevano uno in omaggio alla nascita di Gesu' Cristo, il figlio di un Dio a cui credevano a intermittenza, come le suddette lucette.
Il giorno di Natale, Nonno Piero si era alzato presto, more solito, e aveva fatto i suoi esercizi di stretching, poi aveva acceso la radio, Radio tre. Qualcuno stava facendo la rassegna stampa. A giudicare dal tono di voce del commentatore, congetturò Nonno Piero, si trattava di una rassegna stampa rassegnata, come se il giornalista commentando le notizie, volesse trasmettere questa sensazione che , nonostante il Natale dovesse significare letizia, nel mondo accadevano sempre i solito orrori.
Azalea si alzò per prima a si andò ad accoccolare sulle ginocchia di Nonno Piero, che se ne stava seduto in poltrona ad ascoltare la radio e a guardare fuori dalla finestra. La giornata era grigia e fuori, stancamente, qualcuno portava i cani al parco e qualcun altro stava lavorando, probabilmente un extracomunitario, probabilmente di merda. Ma stava lavorando e , probabilmente , versando qualche contributo, stava pagando la pensione di Nonno Piero, quella stessa pensione che contribuiva al bilancio familiare di un capofamiglia che parte di quei soldi se li giocava allo Snai.
Ma era Natale e Nonno Piero voleva rendere omaggio a quel giorno in cui era nato un uomo che, si credesse o meno, era da annoverare fra i Giusti della terra e , si credesse o meno fosse il figlio di Dio, aveva cacciato i mercanti dal Tempio e riabilitato le puttane.
Era cosi che la vedeva Nonno Piero.
Iniziò il concerto di musica classica, una qualche opera di Mozart, Nonno Piero non aveva badato alla presentazione. Azalea in braccio , semiaddormentata, gli stava dicendo, che bella questa musica, mi rilassa. Era la musica dei secoli, degli immortali, la musica per antonomasia, composta da qualcuno che aveva persino fatto la fame, per continuare a fare ciò che più gli piaceva e che pensava che creare qualcosa di bello che allietasse i popoli per sempre , fosse suo dovere su quella terra.
Espresse queste considerazioni in forma favolistica ad Azalea. Mozart, disse, fu anche povero, nella sua vita, ma non smise mai di credere in quello che faceva, non solo perche' gli piaceva farlo, ma perche' voleva lasciarci qualcosa di bello di cui noi avremmo potuto godere liberamente e gratis.
-Beh, se è gratis allora vuol dire che non vale un granchè, disse Mimmo che si era alzato da poco e che aveva stancamente dato un'occhiata all'albero di Natale.
Nonno Piero non aveva dato seguito a quella rozza provocazione. Taceva e tollerava. Anche perchè da tempo si era fatto l'idea, riguardo ai rapporti dialettici con il genero, che interloquire con lui sarebbe stato come dare degli asparagi ai conigli . Poi si alzò Piera, che andò verso il padre e fece per avvicinarsi e dargli il buon Natale. Baciò il padre sulla guancia mentre lui se ne restava li seduto, con Azalea in braccio. Mimmo vedendo quella scena fu colto da un moto di stizza. Vieni qui, disse alla figlia, non eèsalutare che tu stai addosso al Nonno. Lo soffochi, aggiunse con un espressione sarcastica e beffarda. Azalea si alzò con un certo dispiacere e andò in braccio al padre. Che se la baciò tutta come non baciava sua moglie da anni. Non pote' fare a meno di pensare , Nonno Piero.
Poi si alzò Gino. A quell'ora del mattino, questo ragazzino di 14 anni, gia' fumava. Ma ne' suo padre ne' sua madre, gli dicevano niente. Anche perchè, di li a poco, entrambi si sarebbero accesi la sigaretta iniziale del mattino...dopo l'immancabile caffè. Nonno Piero non tollerava il fumo. Era stato fumatore, in gioventù Finchè non si era reso conto che il fumo lo danneggiava e che i problemi alla salute che portava erano molto più seri dei presunti benefici psicologici. Era il modo attraverso cui il consumismo ti vendeva la falsa idea del relax e la finta immagine della virilita', negli uomini e della sensualità nelle donne. Faceva venire la disfunzione erettile negli uomini e invecchiava la pelle nelle donne... e il cancro a tutt'e due. Era un fatto culturale, pensava Nonno Piero. Ma lui taceva e tollerava. C'erano quei ragazzi , quei due nipoti, che non si sentiva di abbandonare.
Gino dette un'occhiata dalla finestra e vide qualcosa. Ma le puttane lavorano anche il giorno di Natale? , disse all'improvviso. Sua madre lo rimproverò aspramente, invitandolo a cambiare linguaggio. Suo padre si fece una grassa risata. E lo guardò con ammirazione, come se volesse dire con orgoglio, tutto suo padre!
E venne il momento di mettersi a tavola. Piera aveva fatto la pasta al forno e gli antipasti di bresaola e stracchino. Gino e Mimmo mangiavano più divorando, quasi senza assaporare. Azalea spiluccava, perlopiù e Piera , come al solito, mangiava poco. Nonno Piero mangiava tutto, ma lentamente, assaporando ogni portata. Fa niente se la pasta al forno era del tipo surgelata e precotta. La cosa piu' importante era l'intenzione. Ad un certo punto Nonno Piero disse " abbiamo iniziato a mangiare senza dire qualche parole di augurio o qualche preghiera, in ossequio alla nascita di Gesu'".
-Si, va beh, mo' facciamo la messa, disse Mimmo.
Gino rise alla sua battuta.
Azalea e Piera non risero. Ma non dissero niente.
Piera si alzo' e servi l'agnello. Aveva mandato Mimmo dal macellaio a comprarlo.
Lo aveva dovuto prenotare, perche' nel quartiere era prevedibile che a Natale ne avrebbero fatto man bassa.
Gesu' lo sa che noi festeggiamo la sua nascita? , proruppe improvvisamente Azalea. Nessuno rispondeva. A dispetto dei suoi tredici anni mostrava un candore d'altri tempi che faceva di lei la preferita di Nonno Piero.
Cosi Nonno Piero la guardo' bonariamente e dopo un largo sorriso, le disse:" certo".
Azalea gli fece un sorriso, mentre Mimmo e Gino si stavano strafogando di agnello.
Dalla bocca di Mimmo uscivano le punte di due patate al forno , tanto era piena.
Buon Natale, disse Nonno Piero .
Buon Natale , Nonno, disse Azalea.
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