Subito Mimmo Quirico si impossessa della mappa dell'Expo e dirige il gruppo. Il quartiere fieristico sembra snodarsi ai lati di un corso principale denominato decumano. Sulla falsariga di un accampamento romano antico.
-Vedete, dobbiamo andare di qua...io so orientare la mappa, al militare ero topografo, fa Mimmo. Nessuno commenta e lo seguono. Il caldo e' terrificante, pur essendo solo all'inizio di maggio.
Il primo padiglione in cui entrano e' della Serbia. C'e', all'interno, la riproduzione gigantesca ed in carta pesta,della macina di un antico mulino. E due hostess serbe altissime, biondissime e discinte, che spiegano ai turisti come si fa il pane.
-Oh, con queste qui altro che pane, farei, dice Mimmo rivolto a Gino. Gino osserva la madre, la quale non fa una piega. Non sa se sorridere per compiacere il padre italiano gallico medio o restare serio per non dispiacere la madre. Alla fine abbozza un mezzo sorriso. Azalea osserva la macina in alto, e' in un suo mondo di fatine e affini. Piera non fa una piega. O fa finta di non sentire o ha sentito ma non replica. Come tutte le mogli che ritengono quell'atteggiamento dei meriti eterni conquistadores , salutare per la loro vita sessuale molto piu' che la continua repressione verbale. Gia', come se ci fosse ancora una vita sessuale!Nonno Piero osserva tutta quella carta pesta. Chi sa quante colle, chi sa quanta carta, hanno utilizzato un bosco per fare quella cosa inutile, per spiegare come si faceva il pane una volta. Bastava una conferenza di 10 minuti con immagini di un forno antico, ed ecco che si risparmiava un bosco e meno anidride carbonica in circolo. Ma si guarda dall'esternare questo suo pensiero, per non passare per il Jose'Bove' di Baggio della situazione, il no global francese famoso per essere stato in carcere dopo aver distrutto un Mac Donald.
Uscendo dal padiglione serbo, poco piu' che una palestra di scuola media con un padellone di carta pesta in cima a simulare la macina di un forno antico, la figliuola si dirige verso altri lidi. Ma Mimmo Quirico si gira e rigira varie volte, per vedere se le avvenenti hostess serbe lo stanno osservando. Si liscia il capo calvo e si accende una marlboro rossa. Maschio, sono maschio, non c'e' che dire, pensa fra se' e se' , sicuro di aver destato un'impressione di mascolinita' italica archetipica, nelle due altissime hostess serbe. Piera lo guarda con un'aria un po' interrogativa. E in un certo senso di rimprovero, come a volergli suggerire, che deve stare comunque all'interno di un certo steccato, per nelle sue manifestazioni di gallismo.
Il vialone al centro dei vari padiglioni, e' pieno di gente all'inverosimile, e di baracchini ciclati che vendono gelati, presenta ai lati spruzzini di vapore per combattere la calura, ed e' comunque coperto da teli plastici bucherellati , che dovrebbero , al contempo fare ombra e permettere all'aria di filtrare.
Azalea tira la madre verso lo stand del Marocco, dove sembra non esserci fila per entrare. Piera la asseconda.
-Ma cosa cazzo vuoi che ci sia , nello stand del Marocco? Marocchini...e noi ne siamo pieni, Milano ne e' piena. Non sono venuto sin qui per vedere dei marocchini. Se volevo vedere dei marocchini me ne stavo a Baggio, no? Mimmo Quirico si lamenta apertis verbis. Nonno Piero ascolta e tace. Il bradicefalo e' incorreggibile, pensa. Secoli e secoli di storia araba, e, tra parentesi, gli arabi,hanno inventato i numeri che a lui piacciono tanto, quando scommette o mette i soldi da parte in banca...ma anche molto spesso , quando li da', i numeri...come sta facendo adesso....secoli e secoli di storia seppelliti sotto l'ironia becera dell'uomo del gratta e vinci al bar...una specie vivente che finira' per soppiantare l'homo sapiens sapiens. Espandendosi sul pianeta come Homo Grattinus.
-Dai su, non fare l'egoista, dice Piera, tua figlia lo vuol vedere.
-Andate voi, io resto fuori, dice Mimmo, e anche Gino, vero Gino?
Gino non dice niente.Poi da una mano al Nonno e si avvia anche lui verso lo stand del Marocco.
Traditore, pensa Mimmo, tutta colpa di quel vecchio senza coscienza. Mi sta diseducando i ragazzi, con le sue storie del cazzo sul fatto che i negri sono uguali a noi, che gli arabi hanno inventato i numeri, che i cinesi non rubano niente e che se i parrucchieri italiani abbassassero i prezzi camperebbero anche loro. Mi sta rammollendo la prole, ecco cosa sta facendo.
Entrando nello stand del Marocco, un profumo di spezie , li accoglie. Spezie di tutti i tipi, colorate, messe insieme in un gioco di colori ben orchestrato, e poi narghile', per poter fumare tabacchi profumati, su dei tavolini quasi del tutto occupati, e video con immagini dell'abbondanza di prodotti locali, come fichi, fichi d'india, uva, oli pregiati e il costosissimo e prezioso olio di argan, che le donne marocchine usano per ravvivare i capelli e mantenere morbida e flessibile la pelle. E alcune marocchine con l'hijab, fanno tatuaggi gratis con l'henne'. Tutto sommato un stand gradevole, con tante persone , belle immagini e un bel bar pieno di tavolini con narghile' e tazze trasparenti di te' aromatici.
Uscendo Azalea mostra al papa' un tatuaggio all'henne' sul dorso di una mano, un motivo decorativo arabo.
-Che schifo, vatti subito a lavare le mani, non sappiamo con che cosa e' fatta quella roba, le dice Mimmo.
-Suvvia, non sara' piu' nociva dei wurstel dell'Esselunga che ti piacciono tanto. Ci saranno tanti di quegli antibiotici dentro che e' per questo che non prendi mai l'influenza, dice Nonno Piero.
Bastardo impertinente di un vecchio, pensa Mimmo. Fortuna per lui che c'e' la figlia...se non gli farei fare la fine che merita...un bel veleno per topi nel te' della mattina...hai capito il signorino, prende il te' come gli inglesi...anche alle cinque. Gli vorrei togliere dal viso quel ghigno di superiorita' che si porta sempre in giro e con il quale mi guarda!
Piero Cavaliere sa perfettamente tutto cio' che Mimmo Quirico pensa di lui. Ma se ne frega. Se in un primo momento aveva pensato che il tempo avrebbe migliorato , il bradicefalo,ora non gli importava piu' , se sarebbe accaduto. Gli importava solo dell'educazione dei nipoti. E di sua figlia. Per la quale sperava sempre in un rinsavimento e un ritorno alle origini, quando pur ribellandosi, come ogni figlio e' giusto che faccia, all'autorita' genitoriale, aveva finito per seguirne le tracce e rendere l'imprinting ricevuto, degno di essere stato elargito.
Mimmo dirige verso il decumano, piantina in mano. Passano davanti allo stand del Kuwait, infisso in dune di sabbia che sono continuamente spruzzate da degli irrigatori idrici per evitare che il vento le disfaccia e nei pressi dello stand Israeliano, dove lungo i muri perimetrali, in verticale, sono state piantate delle colture cerearicole , del mais e altro, tenute in vita da un sistema irriguo a goccia davvero originale. Per cui ci si trova di fronte ad un vero e proprio campo coltivato in verticale, che non fa altro che rappresentare l'eterna lotta di questo popolo e di questo paese con il deserto e la sua straordinaria capacita' di adattamento.
Nonno Piero sottolineo', inaspettatamente la cosa, spiegandolo ai ragazzi. Piera ascoltava rapita da suo padre. Il tempo era passato ma aveva conservato quella pazienza espositiva che le aveva trasmesso la moglie Gabriella, sua madre.
-Ebrei di merda...senza gli americani non sarebbero niente, fu il commento di Mimmo.
-Mimmo, pero' sono stati bravi a risollevarsi , a creare uno stato...certo pero' quello che fanno a palestinesi...fece Piera.
-'Zzo dici, quella e' l'unica cosa buona che fanno....che ne eliminassero un bel po', cosi non vengono da noi a rompere i coglioni.
-E magari a toglierci il lavoro e le nostre donne...disse Piero Cavaliere ironicamete.
-Perche' non e' vero? Lo sfido' Mimmo.
-E' tutto vero finche' non vi si rompe il cesso a casa...voi non ve ne siete accorti perche' avere me che ve lo riparo. Ma provate a chiamare un idraulico nazionale e poi uno arabo....e fate i razzisti dopo che avrete speso meno della meta' con l'arabo...razzisti, si, certo, fino al prossimo guasto.
-Puttanate, disse Mimmo.
-Lo stand tedesco...andiamoci, urlo' Mimmo.
E' il momento di accontentarlo, pensano tutti.
Lo stand della Germania . tutto in tek, e' sistemato su vari piani e all'ultimo c'e' un area pic nic con erba sintetica e sedili in legno, sempre di tek. Un opera costosissima e , dal punto d vista architettonico, molto bella, sta pensando Nonno Piero. Ma a parte questo, fuffa. C'e' un baretto che fa panini con wurstel e distribuisce birra alla spina e Mimmo ci si avventa su come una furia. Compra dei panini e delle birre e le offre a tutti...
-Ustia!, fa Mimmo, che prezzi pero'....ma almeno il panino e' buono...e la birra veramente di classe, originale tedesca. I tedeschi sanno fare poche cose ma le sanno fare bene...persino le guerre sanno fare bene...le hanno perse per puro caso o sfortuna...
Mentre tutti addentano quei panini con wurstel che si potevano mangiare in qualsiasi baracchino sui viali milanesi in qualsiasi ora del giorno e della notte, e si bevono , con sete, perche' il caldo e' insopportabile, le birre tedesche, che si sarebbero potute gustare in qualsiasi baracchino milanese medio, seduti all'ombra di edere sintetiche, nessuno replica alle affermazioni deliranti di Mimmo Quirico.
Ma perche' nessuno mi caga?Perche' non sono mai d'accordo con me. Si credono intellettuali e superiori perche' hanno letto qualche libro, Padre e Figlia, pensa Mimmo Quirico. Hanno occupato i migliori posti della societa' e adesso si beccano, il padre almeno, una bella pensione...e io non so nemmeno se in pensione ci andro'. A me questi wurstel tedeschi piacciono e questa birra...andate a farvi fottere, Hitler non aveva poi cosi tanto torto, nel Mein Kampf...see, va beh, non l'ho letto, ma se non piace a certa gente qualche motivo ci sara', no?
Scendendo dallo stand tedesco, da tetto avevano visto l'enorme estensione dell'area dell'Expo e che la ' vicino c'era l'Albero della Vita, prima di assecondare i ragazzi che, rapiti dall'albero, lo volevano vedere subito, passarono dallo stand dell'Iran. E Mimmo ancora una volta disse che si voleva fumare una bella sigaretta e che a lui di arabi e affini non interessava nulla.
Dentro allo stand dell'Iran c'erano piante aromatiche e medicinali di ogni tipo e davanti al busto di Avicenna, Nonno Piero spiego' che egli era stato uno degli antesignani della medicina e che ancora oggi parecchie delle sue scoperte in campo medico venivano adottate dalla medicina tradizionale moderna.
Uscendo , Piera con Azalea e Gino per mano, si dirigono verso l'Albero della Vita. I bambini quasi trascinavano la mamma verso quell'area e Mimmo, che si e'sfumacchiato mezzo pacchetto di marlboro rosse, li segue semiannoiato. Quando chiede ai ragazzi cosa hanno visto li dentro, Gino , con quella straordinaria capacita' di sintesi che hanno i ragazzi , gli risponde, c'era Avicenna, un medico del posto da cui ha origine la medicina.
-Potevate approfittare per far prendere la pressione al nonno, dice.
Ridono tutti. L'umorismo involontario e' sempre il migliore perche' non puoi attribuire a nessun il merito del riso che ne deriva.A meno che quello da cui deriva se ne accorga. Cosa alquanto inverosimile, nella fattispecie.
Intorno all'Albero dalla Vita c'erano dei gradoni come di una tribunetta. Ad ogni ora c'era uno spettacolo che consisteva nello starsene intorno a questo stelo altissimo con una fioritura di rami ellittci in cima, il cui tronco era pieno di meccanismi ludici consistenti nell'elargizione di fumi colorati, bollicine o coriandoli , al ritmo di musica, mentre al contempo , alla base, praticamente una piscina, spruzzi d'acqua accordati con le note musicali, si esibivano ritmicamente frangendosi nell'acqua sottostante. Un bello spettacolo da esposizione universale...e intorno scolaresche multietniche sedute, tutti a riprendere con videofonini, accompagnando con urla e strepiti lo spettacolo ludico, che per un'oretta circa faceva da babysitter gratuito a gruppi di insegnanti provati dalla calura e dall'energia inesauribile dei propri studenti.
Al termine dello spettacolo Mimmo Quirico dirige allo stand della Coca Cola, dove si mette in fila per bere gratis un bicchiere di Coca Cola originale...con la lusinga del poter conservare il bicchiere.
-Uno dei simboli della nostra cultura, Piero...dice Mimmo con convinzione, non so quanti posti di lavoro ha dato nel mondo, non so quanti milioni di persone ci campano su...chi l'ha inventata e' un genio...
-E chissa' quanti gastroenterologi ha arricchito...e se ha incrinato il bilancio delle spese sanitarie negli Stati Uniti...disse Piero Cavaliere.
Mimmo Quirico lo odio', mentre se ne stava in fila, con altre centinaia di ragazzi, in attesa del sui turno di abbeverarsi al simbolo della cultura occidentale, quella cultura che lui odiava. Ma solo perche' il presidente della Coca Cola non era lui.
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