sabato 7 gennaio 2017

Nonno Piero, capitolo 14

Il Natale era passato in fretta e le cose stavano lentamente tornando alla normalità. Sì, perchè il Natale era comunque considerato un periodo eccezionale, si abbonava tutto, scarso rendimento scolastico,diatribe familiari, inimicizie con vicini , odi e rancori politici e via andare. 

Nonno Piero ascoltava la sua radiolina, seduto in poltrona e guardava fuori dalla finestra. Faceva freddo ma non aveva nevicato, forse perchè il vento gelido aveva anche spazzato le nubi. Si accingeva a rileggere "Il lupo della steppa", un libro di Hermann Hesse che di quando in quando gli piaceva rileggere. Quel personaggio un po' gli assomigliava, amava i libri , fumare sigari e concludere le serate in buone osterie.
I sigari, Nonno Piero non li fumava più e le osterie a Milano servivano riso alla cantonese. Globalizzazione la chiamavano. 

Quando nel pomeriggio Gino e Azalea tornavano a casa , Nonno Piero dava un'occhiata ai compiti dei ragazzi. Li metteva sulla strada giusta per svolgerli, cercando di indurli ad uno sforzo che cercavano di non fare. Se potevano. 

Gino ascoltava il "Tg 1" e si indignava contro ogni etnia che non fosse la sua  e , in particolare , ce l'aveva con gli arabi. Con tutti indistintamente. E una volta disse che sull'Afghanistan dovevano sganciare una boma atomica. L'Afghanistan non era un paese arabo, etnicamente e culturalmente c'entrava con gli arabi come un orso polare con il deserto del Gobi. Le generalizzazioni stavano uccidendo il paese, pensava Nonno Piero e la politica non si faceva più nelle sezioni di partito ma nei bar e nei talk show televisivi che erano ridotti a Bar inquadrati da telecamere. Gli intellettuali erano impegnati ad arrivare alla fine del mese , per cui si erano messi al servizio di editori che avevano in mente esclusivamente il profitto e i giornali si vendevano se i titoli e gli articoli erano scritti in un linguaggio provocatorio che poteva piacere alla gente e darle un piccolo sollievo: e cioè dovevano propugnare la diffusione di idee che mettevano in cima come causa di tutti i problemi "gli extracomunitari". O perlomeno era quello che pensava Nonno Piero, un novantenne che nessuno stava a sentire perchè considerato un rudere umano ed esistenziale dell'altro secolo. Persino Gino ed Azalea, se volevano sapere delle notizie di storia si affidavano a "Google". Fine delle trasmissioni, Nonno Piero esisteva solo come percettore di reddito pensionistico che impinguava il bilancio familiare. 

Piero Cavaliere uscì per farsi due passi e camminò lungo il marciapiede che da via delle Forze Armate si insinuava verso il centro della città. A nulla erano valse le raccomandazioni di sua figlia che gli aveva consigliato, con quel freddo di restare in casa. Fece circa un chilometro a piedi, ben coperto, e non gli sembrò che facesse così tanto freddo. I suoi anni erano molti ma anche la sua esperienza. Entrò in un Kebab lì nei pressi e si sedette. Subito un arabo, doveva essere un egiziano, si avvicino' al tavolo, il locale era semivuoto, per chiedergli cosa desiderasse. 
-Un po' di riso, purè di ceci e pezzetti di Kebab, disse Nonno Piero
L'uomo si meravigliò per quella dimestichezza con i cibi arabi, che per un uomo di quell'età gli sembrò fuori dal comune.
-Già mangiato nostri cibi? , disse
-Sì, certo, un mucchio di volte, perchè?
-Perchè è strano.
-Strano è il mio secondo nome, disse Nonno Piero, non ti preoccupare, ci sono abituato...che ci posso fare se nessun creatore mi ha ancora chiamato a sé ?
L'uomo sorrise.
-Allah è grande, e tu sei testimonianza diretta! Disse l'egiziano, un quarantenne dal viso tipico e il naso lievemente arcuato, ebraico, si sarebbe detto.
Attese che l'uomo portasse la comanda in kambusa lì dietro il bancone e dispose in ordine tovagliolo di carta e posate.
Poco dopo l'uomo tornò  dietro al bancone e si mise a rispondere al telefono per gli ordinativi da asporto.
Quando ebbe finito osservò Piero Cavaliere.


-Senti un po', vorrei chiederti alcune cose, gli  fece Piero Cavaliere, posso?
-Prego, disse l'uomo incuriosito.
-Vorrei sapere, sinceramente, cosa pensi di questi attentati in Europa, di questi kamikaze che dicono di morire per Allah?
L'uomo resto' a tutta prima parecchio sorpreso per quella domanda a bruciapelo. Attese un momento per raccogliere le idee.
Poi disse- lo so che voi adesso ci odiate.
-Io non odio nessuno...e poi la domanda non era questa!
-Mi chiamo Ahmed...per rispondere a tua domanda io ti dico che questa gente sono fra di noi ma non sono noi, disse lapidario Ahmed.
-Sì, ho capito cosa vuoi dire...ma perchè...perchè non li denunciate?
-So che tu non crederà a me...ma ci sono molti interessi che questo non succede.
-Fammi un esempio.
-Questa gente non sono buoni mussulmani. E quelli che usano loro come bombe umane finiranno all'inferno, disse Ahmed. -Come pure quelli di voi che li aiutano, disse in seguito dopo una breve pausa e inaspettatamente.
-Come fai a dire questo...sai qualcosa che io non so?
-Voi fate finta di non sapere. E'più facile così. Dare colpa a tutti i mussulmani. Così fate il volere di Satana. Adesso non posso spiegare bene, ma ci sono alcuni di noi che mandano a morire altri, ma loro non vanno mai a morire.
-Gli sceicchi?
-Anche..anche loro, non solo loro. Anche americani .
-Cioè gli americani armano i kamizaze?
-Quelli che vogliono guerra...guerra vuol dire soldi, affari, ricostruire case, soldi per ospedali, soldi per armi, bussines, come dire americani. Americani e sceicchi sono mandanti, kamikaze bombe di carne umana. E questi lo fanno per loro famiglie che dopo così prendono soldi anche loro.
Nonno Piero rifletteva. Restò in silenzio per qualche minuto. Come pure Ahmed.


Arrivò l'ordinazione e Ahmed portò in tavola.
Nonno Piero mangio' senza troppo appetito. Era terribile quello che aveva sentito. Così terribile che poteva essere vero.

Al termine della sua cenetta, Nonno Piero ringraziò Ahmed e si scusò se aveva , in qualche modo, "violentato" la sua privacy, ponendogli quelle domande.

Mentre usciva , lo osservò a lungo .
 Infine gli chiese-perchè da noi in Italia non è successo ancora niente?
Ahmed sorrise amaramente. Stette in silenzio qualche secondo.
Poi disse-perchè voi dato a noi da mangiare, dato a noi lavoro, dato a noi una possibilità...anche i kamikaze hanno un cuore. Non troveranno mai nessun kamikaze che ucciderà chi ha dato il pane a suo fratello.
Nonno Piero gli sorrise.
-Torna quando vuoi, qui, noi fatto buona conversazione. Parlare uccide le bombe, disse ancora Ahmed.


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